Una lettera ricca di sentimento per suggerire un invito alla ricerca di concrete strade alternative a quelle attuali, per proseguire nella missione della cooperativa. Questo il messaggio sotteso contenuto nel consueto scritto di fine anno del Presidente de L’arcobaleno. Proprio lo scorso 1 dicembre Renato Ferrario ha rilasciato un’intervista al TG Rai Regione in riferimento al Decreto Sicurezza e al conseguente allarme di Caritas: circa 500 profughi accolti nei centri di accoglienza gestiti dalle cooperative di Caritas Ambrosiana nella Diocesi di Milano rischiano di diventare senza tetto per effetto del Decreto sicurezza.  A tal proposito si è espresso anche il direttore Luigi Gualzetti: “Dopo esserci impegnati per la loro integrazione ora dovremo spendere soldi e tempo per aiutarli ma senza, a questo punto, poter offrire loro alcuna prospettiva di futuro: un controsenso”

In questo momento dell’anno, nel quale l’accoglienza e il raccoglimento sono sentimenti condivisi, il Presidente de L’arcobaleno Renato Ferrario ci invita a far fede ad una forma di accoglienza universale dove le diversità sono fonte di crescita e futuro per le persone e le nazioni.

Buon Natale a Tutti!

Appare questa frase come retorica, sdolcinata, stra-usata e banale, ma ritornano alla memoria in ognuno di noi quel profumo, quei colori, quei bei momenti vissuti in famiglia, anche quelle situazioni tristi e quel desiderio di bene che noi e in ogni essere umano c’è e continua ad animare ogni nostro Santo Natale. Come sempre in ogni nostra casa dove operiamo quotidianamente, facciamo in modo che le solitudini e le angosce, che il tempo passa e non si ferma, che i ricordi siano mitigati da momenti di leggerezza, di tenerezza, di calore, e di vero legame tra le persone.  

Ebbene questo “miracolo” si avvera tutti gli anni e per me è sempre un momento toccante, perché lo sforzo che ciascuno di voi pone, in qualità di operatore, di volontario, di amico o di familiare, per andare incontro ad ogni singola persona, ad ogni volto, ad ogni storia, ad ogni vita è sempre grande sempre nuovo! 

Poniamo sempre al primo posto la relazione con la persona, prima della prestazione… Perché nascerà un bambino, verrà rivoluzionando la storia degli uomini, ma non solo, cambiando la vita di molte persone nello sforzo quotidiano di crescere e di testimoniarlo con la gioia. 

Accanto ad ogni presepe che ogni casa realizza è impressa l’immagine di un bambino della sua famiglia povera che ha dovuto abbandonare la propria terra trovandosi in una Terra straniera e sconosciuta. La partecipazione alle vostre feste diventa per me non un momento istituzionale al quale devo sottostare o sopportare in qualità di presidente, ma è l’incontro con tutti voi che quotidianamente ci mettete tutta la vostra professionalità, ma anche la vostra motivazione per fare in modo che ci sia un mondo migliore, un territorio più attento e meno coraggioso. Questo non è retorica ma l’ho spento di anno in anno e lo tocco con mano. Per questo ti ringrazio! 

Una parola però vorrei spenderla per l’impegno e lo sforzo che poniamo a favore dei nostri fratelli migranti e che con la nuova legge appare vano. È proprio una legge che smantella tutto il nostro sforzo insieme a quello di Caritas Ambrosiana non nata ieri ma a Lecco da almeno 18 anni, sull’ accoglienza “diffusa” come sistema e modo per “integrare” i migranti coinvolgendo i cittadini, le istituzioni, i volontari, le Caritas di quel territorio. Parecchie persone singole, istituti religiosi, parrocchie “illuminate”, la diocesi stessa ci hanno aiutato nel rendere concreto questo progetto di accoglienza, mettendo a disposizione beni immobiliari o beni relazionali (sono anche questi dei valori importanti e fondamentali).  Sembra che tutto ciò si vanifichi… è vero, è una grossa delusione percepire la paura che pervade una grossa fetta della popolazione italiana di sentirsi invasi e infastiditi da chi proviene da mondi diversi. Lo sforzo che abbiamo cercato di fare a livello culturale non ha pagato, non ha sortito l’effetto positivo sperato. 

Dobbiamo però ribadirlo con forza che come cooperative come singoli cittadini non possiamo stare zitti di fronte a queste chiusure stravolgimenti… Stiamo tornando indietro di 25 anni. Dobbiamo trovare la forza di sperimentare diverse e nuove forme di accoglienza per chi non può più entrare nei sistemi SPRAR (sistema di protezione richiedenti asilo e rifugiati), chi desidera ardentemente la libertà che ha trovato nel nostro paese integrandosi. Questo sarà il nostro sforzo “creativo”! Il Natale che sta arrivando, ci ricorda proprio questa forma di accoglienza universale dove le diversità sono solo fonte di crescita e futuro per le persone e le loro nazioni. 

Che sia un vero e Santo Natale lo auguro a tutti voi e vostri cari.

Presidente Renato Ferrario