280 studenti, 16 visite, 9 istituti scolastici sono questi i numeri della prima tappa del progetto MeMo, il percorso multimediale ideato per un bene confiscato a Galbiate (Lecco) e per avviare un’azione didattica, di ricerca e condivisione con gli studenti. Al centro del percorso c’è un immobile, confiscato alla famiglia Coco-Trovato a metà anni ’90 e affidato nel 1999 all’amministrazione comunale di Galbiate. Dopo essere stato assegnato alla Cooperativa L’Arcobaleno, nel 2004 inaugura il Centro diurno per anziani Le Querce di Mamre, capace di accogliere fino a 40 persone anziane. Una traccia tangibile della presenza della ‘ndrangheta a Galbiate, e al tempo stesso esempio virtuoso di buona pratica resa possibile dalla legge 109 del 1996, la cosiddetta “Rognoni-La Torre”.

Attraverso un processo partecipativo, Cinemovel ha coinvolto gli operatori della Cooperativa, gli ospiti del Centro diurno e i protagonisti della società civile nella produzione di un racconto collettivo e multimediale. Le immagini in movimento, il linguaggio globale più condiviso oggi, diventano strumento e filo conduttore per avvicinarsi alle storie che il bene confiscato racconta ai giovani. MeMo valorizza le potenzialità delle nuove tecnologie e propone agli studenti, agli insegnanti e alla comunità nuovi modelli di avvicinamento ai temi della legalità, della memoria, dell’incontro tra giovani e anziani.

Filo conduttore del percorso multimediale e del modello didattico sono sedici illustrazioni realizzate dall’artista Vito Baroncini, che rappresentano diverse categorie dell’immaginario collettivo, come ricchezza e povertà, luce e buio, visibile e invisibile, memoria e oblio.

Alle illustrazioni, proposte come strumento di ricerca e stimolo per la condivisione di parole e significati e per la costruzione di un senso comune, si affianca la visione di contenuti audiovisivi.

Questi contributi, realizzati ad hoc per MeMo, uniscono materiali provenienti da Rai Teche e RSI Radiotelevisione svizzera, insieme a interviste realizzate all’interno del bene con i soggetti che a vario titolo hanno partecipato alla sua riconversione, con gli operatori che gestiscono il Centro e con i suoi ospiti.

In questa stagione, ogni venerdì il Centro diurno si è aperto alle scuole secondarie di primo o secondo grado. Alla luce del traguardo raggiunto il progetto si apre a nuovi obiettivi mirando al coinvolgimento di un pubblico sempre più ampio.

Team Building, tappa di percorsi turistici nel lecchese, momento di riflessione di gruppo e aggregazione queste sono le possibili vesti che il percorso può assumere aprendosi dunque anche ad un pubblico adulto .L’obiettivo per la prossima stagione è proprio quello di dar voce a questo bene confiscato, avviando un dialogo anche tra i cittadini del territorio e le storie di riscatto dalla violenza mafiosa. Per info e contatti www.memorieinmovimento.it.